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PALAZZO SPAGNA
La famiglia Spagna giunse ad Atena nel XVIII secolo provenendo dall’Agro Nocerino-Sarnese, attratta dal fermento commerciale della fiera di San Francesco Borgia. Fu il canonico Michele Spagna, figura di spicco del periodo borbonico, a ristrutturare agli inizi dell'Ottocento una preesistente dimora, probabilmente sorta sul sito dell'antico palazzo dei Sabini del Sole. La storia del casato si intreccia con i contrasti politici dell'epoca: se il canonico Michele fu incaricato da Ferdinando I di reprimere i moti repubblicani abbattendo gli "Alberi della Libertà", il suo successore Ferdinando Giovambattista abbracciò invece gli ideali della Carboneria.
Il palazzo, che domina Largo Garibaldi all'ingresso dell'acropoli, presenta un imponente portale neoclassico datato 1807. L'opera, firmata dal maestro Francesco Bitetti di Padula, si distingue per la raffinata trabeazione decorata a metope e triglifi, richiamando per stile le coeve architetture sacre del Vallo di Diano. Sebbene il terremoto del 1980 e i successivi restauri abbiano causato la perdita dello stemma araldico che sormontava l'ingresso, l'interno custodisce ancora un elemento di straordinaria fattura: una monumentale scala elicoidale in pietra di Padula, esempio di rara perizia scultorea.
Adiacente al corpo principale del palazzo si trova la cappella gentilizia dell'Addolorata (già nota nel 1826 come Beata Vergine dei Sette Dolori), il cui ingresso reca l'iscrizione "absque sine asylo de familia Spagna". Un secondo edificio legato alla famiglia è situato in località Braida; edificato nel 1850 da don Mattia Spagna, questo palazzo conserva sulla chiave d'arco lo stemma del casato, raffigurante una colonna tra due leoni rampanti. Da questo nucleo monumentale si snoda il percorso ellittico che attraversa il centro storico, punteggiato dalle dimore aristocratiche dei Giachetti e dei Gargano, cuore nobile dell'antica Atena.


