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PALAZZO DE BENEDICTIS
Palazzo De Benedictis sorge nel cuore del centro antico, edificato nel XVII secolo in prossimità di una delle torri medievali poste a guardia della porta d'ingresso. La dimora, che si erge su un imponente bancone roccioso, è oggi suddivisa in più proprietà, esito di un antico tentativo di frazionamento immobiliare volto a scopi locativi. Di particolare pregio è l'epigrafe onoraria incastonata nel prospetto meridionale: una dedica a Marco Tresio Fausto che testimonia l'ascrezione di Atena alla tribù Pomptina e l'estensione della cittadinanza romana alla Lucania dopo la Guerra Sociale del I secolo a.C.
L'edificio si distingue per la sua posizione strategica tra Piazza e via Indipendenza, inglobando una delle dieci torri semicilindriche che originariamente scandivano le mura pelasgiche dell'Acropoli. Storicamente legato alla famiglia De Benedictis, giunta da Sassano nel Seicento e rapidamente affermatasi nell'aristocrazia locale, il palazzo riflette il prestigio del casato, che ottenne persino il diritto di sepoltura nella chiesa di Santa Maria prima di cederlo, nell'Ottocento, alla famiglia Spagna.
Dal punto di vista architettonico, il portale presenta linee sobrie e modanate, con conci listellati che introducono a un suggestivo androne interno, caratterizzato da un pozzo luce e una cisterna. All'interno, l'identità della dimora è celebrata dallo stemma nobiliare dipinto, mentre le scale che conducono ai piani superiori sono impreziosite da raffinati stucchi tardo-seicenteschi, dove motivi floreali e mascheroni conferiscono un tono di aristocratica eleganza agli ambienti.


