Luogo
Mura Megalitiche
mura ciclopiche
Le mura ciclopiche si conservano in località Serrone di San Cipriano, testimoniano con l’enormità dei loro massi la maestosità di una cinta difensiva che nel corso dei secoli si è meritata gli appellativi di megalitica o ciclopica. Sul territorio di Atena Lucana erano presenti diversi insediamenti analoghi, tutti posizionati su rilievi rispetto al fondovalle e in prossimità di corsi d’acqua, una conformazione topografica condivisa anche dalla collina che ospita il centro antico medievale. L’origine di queste imponenti strutture ha da sempre incuriosito storici, archeologi ed eruditi. Tra le teorie più suggestive vi è quella dello storico G.B. Albirosi, che citando fonti classiche come Strabone e Dionigi attribuì la costruzione della città e delle sue mura alla popolazione preellenica dei Pelasgi, spingendo altri studiosi affascinati da questa tesi a identificare, uno dei diversi insediamenti fortificati, con l’antica città di Larissa, ricostruita dai Pelasgi durante la loro migrazione nell'Italia meridionale. In epoca più recente, le mura ciclopiche furono studiate in maniera sistemica dallo storico locale di Sala Consilina Michele Lacava, autore di una pianta in cui ipotizzava il tracciato dell’opera fortificata, mentre in giovane età anche il celebre storico della Roma antica Theodor Mommsen visitò il sito durante i suoi studi e fu fotografato proprio nei pressi dei massi al Serrone di San Cipriano. Dal punto di vista archeologico, sebbene sia certo che il tracciato con blocchi ciclopici risalga al periodo preromano, l’esatta datazione rimane ancora priva di una risposta definitiva. L’archeologa Elena D’Alto ha formulato due probabili ipotesi cronologiche, ma in assenza di uno studio palinologico specifico risulta difficile stabilire con precisione l'epoca del loro impianto. Le mura sono situate all’aperto e liberamente visitabili a titolo gratuito, ma non essendo l'area dotata di un impianto di illuminazione è consigliabile effettuare la visita durante le ore diurne.


