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MONUMENTO AD ATTEONE
Il monumento simbolo di Atena Lucana si erge fiero dinanzi al largo di Palazzo Spagna, accogliendo i visitatori con l'enigmatica iscrizione "Acteon Ego sum". Questo manufatto, che sottolinea l'affinità etimologica tra il mitico cacciatore e la cittadina, è un'affascinante composizione di elementi d'Età Classica: una base adornata da un'edicola funeraria raffigurante una figura femminile nell'atto di stringersi nel chitone, un dado centrale scolpito con le figure di Atteone e del cervo, e una colonnina terminale spezzata che conclude la struttura.
Dal punto di vista archeologico, la stele romana risale alla prima metà del I secolo a.C. ed è parte di un prezioso corpus di sei esemplari rinvenuti nel territorio comunale (alcuni dei quali oggi custoditi in ambito museale). L'attuale monumento è il risultato di un restauro moderno che ha integrato la parte superiore della stele originale; la colonna di marmo pregiato, sormontata da una croce, si trovava originariamente presso il Borgo in via Stretta della Croce, prima di essere traslata nel 1866 all'ingresso dell'Acropoli nella configurazione che ammiriamo oggi.
Il fascino del monumento è alimentato da una suggestiva leggenda popolare che ambienta la tragedia di Atteone proprio tra i boschi del Vallo di Diano. Secondo il mito, il giovane cacciatore, reo di aver spiato la dea Diana nuda durante il bagno insieme alle ninfe presso il lago della Valle, fu trasformato in cervo per punizione divina e sbranato dai suoi stessi cani. Questo legame tra il mito classico e la topografia locale trasforma la stele in un ponte tra la storia documentata e l'identità ancestrale della comunità di Atena.


